Il Conversazionalismo è uno strumento concettuale e pratico che centra la sua clinica e la sua ricerca sulle parole scambiate tra paziente e terapeuta, e poi consegnate ai protocolli delle registrazioni trascritte. Nella sua dimensione clinica, il conversazionalismo ha come fine ultimo la felicità conversazionale. In questo senso, il Conversazionalismo è un’etica. Dalla prospettiva dell’etica conversazionale, i criteri che definiscono la psicoanalisi non sono dogmi teologici bensì regole funzionali. Si capisce allora che il clinico conversazionalista possa distaccarsi dall’uno o dall’altro dei criteri della psicoanalisi classica, comunque punto di riferimento imprescindibile, quando ritenga il distacco funzionale al fine che si propone. In quanto etica della conversazione, il Conversazionalismo costituisce la parte caratterizzante dell’insegnamento dell’Istituto.

Il Programma formativo della Scuola di Psicoterapia Conversazionale si articola in un percorso teorico che prevede insegnamenti di base ed insegnamenti caratterizzanti: i primi volti a portare gli allievi ad una conoscenza approfondita dei concetti generali e fondamentali di psicologia, psicopatologia e psicoanalisi; i secondi volti a portare gli allievi ad una conoscenza approfondita della specifica metodologia del Conversazionalismo. Per ogni anno di corso l’allievo avrà un’ampia parte di formazione propriamente dedicata all’apprendimento esperienziale con gruppi Balint, per l’adeguato addestramento alla relazione con il paziente; gruppi di supervisione clinica, intesa come supervisione classica rispetto alla formazione psicoanalitica cui la Scuola si orienta; gruppi di supervisione conversazionale per un apprendimento specifico guidato e fondato sull’esperienza di casi.

(dal Razionale della Scuola)

aula della scuola

 
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