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Psichiatra, piscoterapeuta e psicologo: che differenza c’è?

29 Agosto 2025

Psichiatra, psicoterapeuta o psicologo? Quando si parla di salute mentale può capitare di confondere queste tre figure professionali, oppure di non sapere a chi rivolgersi in caso di bisogno. Psichiatra, psicologo e psicoterapeuta condividono l’obiettivo di prendersi cura del benessere psicologico delle persone, ma lo fanno con percorsi di formazione, strumenti e approcci terapeutici molto diversi tra loro

Come Scuola di Psicoterapia riteniamo utile fare un po’ di chiarezza offrendo un contributo per mettere meglio a fuoco differenze e punti di contatto.

Tracceremo quindi un breve profilo su queste tre professioni precisando fin d’ora che: 

  • per tutti e tre si tratta di professioni dell’ambito sanitario, accomunate dall’essere considerate professioni di aiuto e di basare il loro esercizio sull’uso di una buona competenza relazionale, una buona competenza del sapere, e una buona competenza conversazionale (1).
  • Tutte e tre le professioni vengono esercitate nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi mentali ed emotivi, ambito che risente ancora oggi del peso dello stigma, seppure in misura differente fra di loro e per una certa misura con una tendenza ad attenuarsi. 

Chi è e cosa fa lo psichiatra

Lo Psichiatra è un professionista laureato in medicina e chirurgia e che ha acquisito la specializzazione post laurea in psichiatria. La sua specifica area di intervento professionale è quella delle cosiddette malattie mentali  così come vengono raccolte nei manuali diagnostici più comunemente in uso come per esempio il DSM V. 

Si tratta di disturbi delle funzioni mentali e del comportamento che possono essere trattati sia farmacologicamente che psicologicamente o con una combinazione di entrambi i trattamenti ( per esempio disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi psicotici, disturbi di personalità, disturbi del comportamento alimentare, disturbi da dipendenza, sia quando compaiono in maniera ben distinta sia quando si manifestano con una certa combinazione fra di loro, come molto frequentemente accade). 

La natura medica di tale professione consente un approccio diagnostico e di cura basata su un’attenta valutazione degli aspetti biologici del disturbo, dell’uso di farmaci (sia in senso generale che di psicofarmaci) oltre che  un’attenta prescrizione di opportuni esami clinici e diagnostici, il ricorso ad altri trattamenti biologici, e sempre in una opportuna combinazione con un approccio psicologico e psicoterapico che spesso viene richiesto affidando il paziente allo psicologo.

In breve: lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria. Può diagnosticare disturbi mentali, prescrivere farmaci e spesso lavora in ospedali, ambulatori o studi privati

Chi è e cosa fa lo psicologo

Lo Psicologo è un professionista laureato in psicologia e che ha perfezionato il proprio percorso di studio e di abilitazione all’esercizio della professione con una laurea magistrale biennale in uno dei diversi ambiti specifici di specializzazione (per es psicologia clinica, psicologia del lavoro ecc). La sua specifica area di intervento professionale è quella della prevenzione, della diagnosi, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Per svolgere il suo lavoro lo psicologo ricorre a strumenti diagnostici specifici basati sostanzialmente sull’uso di test psicodiagnostici utili ad esplorare con efficacia e precisione ambiti comportamentali, emotivi e le varie funzioni psicologiche. 

Le funzioni di cura e di riabilitazione messe in pratica dallo psicologo si esercitano attraverso l’uso di specifiche tecniche psicologiche e psicoterapiche che rimandano al medico e allo psichiatra l’eventuale necessità di precisazione diagnostica attraverso l’uso di strumenti specifici dell’area medica e per la prescrizione di un eventuale trattamento psicofarmacologico (2).

In breve: è un laureato in psicologia, specializzato nella valutazione, nel sostegno e nella prevenzione del disagio emotivo. Non può prescrivere farmaci.

Chi è e cosa fa lo psicoterapeuta

Lo Psicoterapeuta è un professionista medico o psicologo che ha conseguito una specifica abilitazione (riconosciuta dal MIUR ) all’esercizio della professione di psicoterapeuta con conseguente iscrizione all’albo degli psicoterapeuti nell’ambito dell’ordine professionale dei medici o degli psicologi. La specializzazione viene acquisita attraverso un corso di studi almeno quadriennale in uno dei diversi ambiti di approccio della psicoterapia (psicodinamica, conversazionale, cognitivo comportamentale, sistemico familiare, solo per citarne alcuni).

La psicoterapia è un percorso di cura, di sostegno, di riabilitazione che ricorre esclusivamente a strumenti non chimici e non farmacologici e non biologici e fisici basando la propria azione su elementi definiti aspecifici come la relazione con il paziente, la periodicità e la costanza nel tempo, l’attenzione e l’empatia fra le persone nel ruolo di terapeuta e di paziente e su elementi specifici che caratterizzano quel tipico approccio. Alcuni esempi:

  • Per la Psicoterapia Conversazionale questi elementi specifici sono la Parola e la Conversazione (3, 4, 5)
  • Per gli approcci psicodinamici sono l’interpretazione dell’inconscio 
  • Per l’approccio cognitivo comportamentale sono l’attenzione all’apprendimento dei comportamenti e delle strutture cognitive
  • Per l’approccio sistemico familiare sono l’attenzione alla interazione dei sistemi relazionali in cui è inserito il paziente. 

Molto spesso nella pratica quotidiana è possibile trovare l’applicazione di modelli ibridi nel senso della giusta e opportuna combinazione fra tecniche.

In breve: lo psicoterapeuta è un titolo aggiuntivo. Può essere sia uno psicologo che un medico (psichiatra o no) che ha concluso una scuola di specializzazione in psicoterapia. Usa tecniche terapeutiche per trattare disagi emotivi e relazionali.

In conclusione

Le tre professioni hanno quindi elementi in comune ed elementi di alta specificità e l’integrazione fra loro, necessaria e opportuna in molte situazioni cliniche, rappresenta una preziosa risorsa per le persone che ad esse ricorrono. Queste tre figure, infatti, ​​spesso lavorano in équipe multidisciplinari proprio per offrire un percorso di cura completo.

Note bibliografiche.

  1. A. Minervino, Introduzione al Conversazionalismo, in La Conversazione possibile con il malato di Alzheimer di P. Vigorelli, ed F.Angeli, Milano 2004
  2. https://www.psy.it/allegati/2015-la-professione-di-psicologo.pdf, Consiglio nazionale degli Ordini degli Psicologi
  3. La conversazione felice. G. Lai, ed. Il Saggiatore, Milano 1985
  4. Disidentità. G. Lai, 1988, ed. Franco Angeli,  Milano terza ed. 1999

Conversazionalismo. G. Lai, ed B. Boringhieri, Torino 1993

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